Patricia Highsmith
Nata da genitori divorziati (il cognome Highsmith è quello del patrigno) viene allevata da una nonna. Dimostra fin dalla giovane età tendenza per la scrittura. Il suo primo romanzo, Sconosciuti in treno, è del 1950 e alla sua prima apparizione negli USA non riscuote un grande successo; tuttavia il grande regista Alfred Hitchcock ne fa il soggetto per il suo film L'altro uomo.
Forse anche a causa delle sue tematiche costantemente forti e talora disturbanti la scrittrice è stata apprezzata dalla critica USA meno che da quella europea; e in Europa la Highsmith ha vissuto dal 1963 sino alla sua morte.
Tra i suoi personaggi più noti c'è l'amorale Tom Ripley, truffatore, assassino, protagonista di cinque romanzi dell'autrice, e portato più volte anche sugli schermi del cinema da famosi registi, da René Clément (Delitto in pieno sole) ad Anthony Minghella (Il talento di Mr. Ripley), passando per Wim Wenders (L'amico americano) e Liliana Cavani (Il gioco di Ripley).
Il talento di Mr. Ripley
Napoli, anni ’50. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Ha il compito di convincere il giovane figlio di lui, Dickie, suo amico d’infanzia, a fare rientro negli Stati Uniti. Ma Tom sa che a missione conclusa dovrà ritornare alla sua vita grama. Non sarebbe forse più semplice – e molto, molto più divertente – sostituirsi al ricco Dickie e spassarsela come fa lui? Certo, per poter raggiungere questo risultato, Dickie dovrebbe sparire.
In un crescendo di delitti e di sovrapposizioni di identità, il giovanissimo Tom Ripley compie un vertiginoso percorso di formazione in cui al Delitto non corrisponde mai il Castigo, e, sotto un cielo che pare solo favorire l’astuzia umana, il più smaliziato e cinico è votato al trionfo. Esordio di Tom Ripley, destinato a ritornare da protagonista in diversi romanzi di Patricia Highsmith, tra cui il celeberrimo L’amico americano, Il talento di Mr. Ripley è ormai un classico della suspense psicologica.
Divertente, beffardo, cinico e agghiacciante, è uno dei titoli che hanno contribuito alla titanica fama di Patricia Highsmith e che le sono valsi il meritato appellativo, per dirla con Graham Greene, di “poetessa dell’inquietudine”. Da questo romanzo, l’omonimo film di Anthony Minghella con Matt Damon e Gwyneth Paltrow.