Jonathan Trevanny è un uomo comune con una moglie e una figlia e un lavoro che ama ma economicamente poco soddisfacente.
Quando scopre di essere affetto da una terribile malattia, cerca di continuare la sua esistenza nella normalità più assoluta, senza rivelare il segreto di cui solo la moglie è informata.Ma un giorno viene avvicinato da uno sconosciuto, che venuto a conoscenza della grave malattia da cui è stato colpito, gli offre un’ingente somma di denaro per uccidere due uomini. Jonathan rifiuta sdegnato, ma quella proposta lo turba profondamente.
Comincia a pensare che quei soldi servirebbero ad assicurare alla moglie e alla figlia la tranquillità economica dopo il suo trapasso. Dopo una tormentata riflessione, accetta, entrando così a contatto con un mondo inquietante che però lo fa sentire di nuovo padrone della sua vita.
Attraverso la scrittura puntuale della Highsmith osserviamo, come in un trattato di psicologia, i mutamenti che avvengono, prima impercettibili poi sempre più evidenti, nella coscienza esaltata di Trevanny, facendo di un uomo comune un killer spietato. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film di Wim Wenders.
Patricia Highsmith - Biografia
Patricia Highsmith nasce in Texas nel 1921 e sceglie di vivere e di ambientare la maggior parte delle sue opere proprio in Europa, a sottolineare, forse, il fascino suggestivo e nostalgico che il vecchio continente è ancora capace di ispirare. Pregio innegabile di questa splendida autrice è la singolare capacità di esplorare con sagacia, intuito ed astuzia l'universo maschile in tutte le sue sfaccettature, consegnando alla storia personaggi potenti, sapientemente resi e fotografati.
Non a caso una delle similitudini preferite dalla Highsmith è il parallelismo tra il mondo della pittura e il mezzo espressivo della scrittura, che a suo dire, si somigliano in quanto "i pittori sono abituati a usare gli occhi e uno scrittore farebbe bene ad imitarli". È grazie alla sua lucida introspezione che, nonostante la rapida successione degli eventi, riusciamo a vedere i personaggi in tutto il loro tridimensionale e vibrante spessore.
Queste due caratteristiche, velocità ed approfondimento psicologico rendono i libri della Highsmith particolarmente adatti alla trasposizione cinematografica, diventando pellicole di ineguagliabile successo, a partire dall'ineguagliabile L'Altro Uomo di Hitchock fino a Il talento di Mister Ripley. Interessantissimi i consigli di scrittura forniti nel suo testo edito dalla Minimum Fax, Come si scrive un giallo, in cui l'autrice ci ricorda una verità soltanto apparentemente scontata e cioè: "La prima persona a cui dovete pensare di fare piacere, nello scrivere un libro, siete voi. Se riuscite a divertirvi per tutto il tempo che scrivere un libro richiede, l'editore e i lettori possono venire dopo. E verranno."
È consolante, oltre che istruttivo, ascoltare questa regina incontrastata del thriller e dell'introspezione psicologica mentre ci racconta di dubbi, ripensamenti, dei mille piccoli ostacoli da superare, della fatica dello scriverem insomma di tutte quelle piccole angosce che accomunano tutti gli scrittori quando sono alle prese con la loro opera, o peggio, quando si trovano a combattere con gli editori, o il pubblico. La produzione della Highsmith non scende mai di tono, non indulge in gratuite scene di efferata violenza eppure non manca mai di illustrare il crimine con realismo, sottile perizia e straordinaria abilità, non mancando mai di avvincere il lettore, coinvolgendolo e costringendolo a leggere d'un fiato sino all'ultima pagina, senza ricorrere a inutili spargimenti di sangue o drammatici effetti a sensazione.
Come dice di lei Graham Greene, ci troviamo davanti a una scrittrice i cui libri si possono rileggere mille volte, il che per un autore di libri gialli, non è cosa comune. E questo perché sa prenderci per mano e portarci dentro il suo mondo claustrofobico ed ossessivo, lontano e irrazionale, e pure così vicino, tanto che quando sentiamo dire da uno dei protagonisti di Sconosciuti in Treno: "alcune persone sarebbe meglio se fossero morte", ci pare quasi di ascoltare una conversazione normalissima con un'ancora più normalissimo interlocutore, e tutto ci appare spietatamente semplice, compreso il macabro e geniale scambio di omicidio immediatamente conseguente. Ed anche apparente semplicità sta l'innegabile forza di questa maestra indiscussa del thriller psicologico.